Quale sarebbe una tariffa minima a cartella accettabile per un traduttore agli inizi?

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quesito posto 22 Settembre 2017 in Aspetti economici da Sara Bua (7,390 punti)
modificato 22 Settembre 2017 da marcocevoli

1 Risposta

+3 voti
risposta inviata 22 Settembre 2017 da marcocevoli (8,280 punti)
Il discorso sulle tariffe è un po' complesso, ma in sostanza si può ridurre a una sola considerazione: ciascuno deve farsi pagare una cifra che ritiene giusta e che gli consente di mantenere l'attività nel tempo. A parità di competenze e di servizio offerto, due traduttori potrebbero applicare tariffe molto diverse, perché ad esempio uno risiede in un paese il cui costo della vita è nettamente inferiore a quello in cui vive l'altro, oppure perché uno svolge l'attività di traduzione come secondo lavoro e, fondamentalmente, si mantiene con altro.

A prescindere dall'unità di misura considerata per il calcolo della tariffa, bisogna ricordarsi di comprendere in questo calcolo tutte le spese necessarie per la conduzione dell'attività, considerare i giorni effettivi di lavoro rispetto a quelli di ferie, le ore lavorative giornaliere, fino a determinare il proprio costo orario, che servirà per definire la tariffa a parola, a cartella, etc.

Un ottimo strumento per eseguire questo calcolo è lo strumento offerto dall'Associazione Spagnola di Traduttori, Correttori e Interpreti, ASETRAD, chiamato CalPro, reperibile sul loro sito: https://asetrad.org/preguntas-frecuentes/cuanto-cobro. Lo strumento è in spagnolo.

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