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Corso Diventare Traduttori

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Sicuramente la prima cosa da fare è farsi conoscere dalle agenzie. Anche se può sembrare un metodo un po' antiquato, l'invio del CV è un primo passo possibile che permette alle agenzie di conoscere la disponibilità e le combinazioni linguistiche di lavoro del traduttore.

Un CV scritto bene è un buon biglietto da visita.
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Innanzitutto ci vuole pazienza e non bisogna scoraggiarsi.

Le agenzie di traduzione non sono cattive come sembrano, si tratta soprattutto di trovare l'approccio giusto. 

La strategia di mandare il CV a caso alle potenziali agenzie, senza sapere chi sono né cosa fanno esattamente non funziona. Bisogna oltretutto tener traccia del primo contatto e di conseguenza ricontattare  personalmente quelle da cui non si ottiene risposta.

Per passare da qualche lavoretto sporadico a fare della traduzione una professione ci vuole soprattutto un cambio di mentalità, cominciando a pensare almeno in parte con uno spirito imprenditoriale.

Questo significa una sola cosa: badare ai soldi fino all’ultimo centesimo, come Paperon de’ Paperoni, perché la traduzione è una bellissima attività, ma in fin dei conti deve permetterti di campare. Quindi non c'è spazio per l'improvvisazione: non serve mandare 300 curriculum ad altrettanti indirizzi pescati a caso in rete e poi mettersi ad aspettare che arrivi qualche lavoro.

Non esiste una formula magica e neanche i consigli che ti posso dare io pretendono di essere infallibili, ma intendono segnare un percorso sistematico da seguire per non continuare ad andare allo sbando. 

Ti consiglierei di spendere (se te lo puoi permettere) qualche settimana, un mese al massimo, a stilare un mini business plan. Niente paura, non servono cose particolarmente elaborate: sarà soprattutto per te stessa, per capire cos’hai in mente e charirti le idee.

Come afferma David Allen, per riuscire a portare a termine un proposito è fondamentale avere una visione del risultato finale: all’atto pratico il nostro mini business plan sarà un normalissimo documento di 3 o 4 pagine con una serie di informazioni strutturate suddivise per argomento:

  1. Analisi esterna: come funziona il mercato?
  2. Analisi interna: che cosa ho da offrire?
  3. Obiettivi e strategia: che cosa ne voglio ottenere e come?
  4. Piano d’azione: le azioni concrete da intraprendere.

Lo scopo di tutto questo è stabilire dei criteri in base ai quali prenderai le tue decisioni, per esempio a quale tipo di clienti (es. agenzie di traduzione/localizzazione, case editrici, ecc.) ti proponi e in quali paesi (le condizioni e le tariffe cambiano parecchio da uno all’altro).

Puoi decidere di diventare un "mulo" che macina pagine e pagine al giorno, non dice mai di no e offre una qualità accettabile, in linea con una tariffa medio-bassa.

Oppure puoi aspirare a distinguerti per qualche tua conoscenza specifica, tanto da poter essere molto esigente con le tariffe, e se un giorno vuoi portare a spasso il cane invece di lavorare, il cliente aspetta senza osare protestare, per quanto urgente possa essere la traduzione.

Innanzitutto guardati intorno e raccogli informazioni sulla professione. Se coltivassi un campo e volessi vendere quello che produce, cosa faresti? Sicuramente non andresti a chiedere informazioni tra i banchi di un mercato, né nel reparto frutta e verdura della Coop. Ogni persona alla quale domandi ti darà una risposta diversa, e altrettanto diverso sarà per te.

Paradossalmente sarebbe più utile chiedere a chi ci ha provato ma non ci è riuscito, per non ripetere i suoi stessi errori.

Quindi per cominciare mi rivolgerei alle associazioni di categoria. In Italia ci sono AITI, ANITI e Federcentri, in Spagna ci sono ASETRAD,  APTIC... 

Nei siti internet di queste associazioni ci sono spesso molte informazioni utili per coloro che si avvicinano alla professione. Poi andrei avanti a consultare i blog di traduttori, che spesso hanno contenuti interessanti, i forum e le liste di discussione, seguendo un po’ i discorsi dei "veterani" e leggendo le risposte a quelli che hanno fatto le tue stesse domande, il più delle volte sbagliate (ce ne sono sempre una quantità impressionante). Qui su DiventareTraduttori trovi parecchie informazioni, se hai la pazienza di leggere.

Durante questa ricerca vedrai che i tuoi dubbi diventeranno sempre meno generici e sarai in grado di formulare le domande giuste per ottenere dagli esperti le informazioni che realmente ti servono.

La prima parte del business plan conterrà quindi i dati che sei riuscita a raccogliere sul mercato. Anche delle semplici stime vanno bene, per avere almeno un ordine di grandezza del settore in cui hai intenzione di lavorare.

Dopodiché fatti questa domanda: cosa so fare? 

Sembra banale, ma scommetto che non te lo sei mai chiesta. Per mettere insieme tutte le tue competenze, quelle che hai acquisito a scuola e quelle che hai imparato con la pratica, ti può essere utile creare una mappa mentale.

Anche se ti sembra ovvio, metti tutto per iscritto:  le lingue con le quali lavori, se ti dedicherai anche all’interpretariato, i tuoi campi di specializzazione, le tue conoscenze informatiche, ecc.

Definisci anche i tuoi limiti, per esempio il massimo numero di parole tradotte al giorno, il tempo che puoi dedicare alla traduzione, ecc.

Dalla cosiddetta analisi SWOT (Strenghts, Weaknesses, Opportunities, Threats), nasce poi la strategia da adottare nella ricerca dei clienti, stabilendo un nesso tra l’analisi esterna e l’analisi interna, secondo questo schema tratto da Wikipedia:

SWOT-
analysis
Analisi Interna
ForzeDebolezze
A
n
a
l
i
s
i

E
s
t
e
r
n
a
OpportunitàStrategie S-O:
Sviluppare nuove metodologie in grado di sfruttare i punti di forza dell’azienda.
Strategie W-O:
Eliminare le debolezze per attivare nuove opportunità.
MinacceStrategie S-T:
Sfruttare i punti di forza per difendersi dalle minacce.
Strategie W-T:
Individuare piani di difesa per evitare che le minacce esterne acuiscano i punti di debolezza.

Nel tuo caso non dev’essere eccessivamente approfondita, ma ti può servire anche a definire la tua strategia, per esempio puoi scoprire che per sfruttare un tuo punto di forza dovrai mantenerti aggiornata su un certo argomento, magari assistendo a convegni o prendendo parte a corsi di formazione.

Il passo successivo consiste nel fissarti degli obiettivi concreti da raggiungere, in linea con la strategia che hai appena delineato, che devono essere SMART:

  • Specific
  • Measurable
  • Achievable
  • Relevant 
  • Time-Specific 

Cosa vuol dire? Ogni obiettivo dev’essere specifico, misurabile, raggiungibile, rilevante e fissato nel tempo.
Obiettivo non SMART:

  • contattare tutte le agenzie che trovo su internet.

Obiettivo SMART:

  • spedire il CV e telefonare alla persona incaricata della selezione di almeno 50 agenzie nei paesi scelti entro un mese.

Altri esempi di obiettivi SMART:

  • crearmi una pagina web professionale per promuovere la mia attività entro 2 settimane
  • iscrivermi a 5 marketplace entro questa settimana
  • seguire un corso di traduzione di pagine web entro il mese prossimo.
  • partecipare a un evento incentrato sulla traduzione entro la fine dell’anno
  • informarmi sulle questioni fiscali della professione (IVA, ritenuta d’acconto, ecc.) entro il primo mese di attività.

Dopo aver messo tutto questo per iscritto, lo devi mettere in pratica alla lettera, fissare degli indicatori e verificare periodicamente se funziona e dà buoni risultati, e modificarlo se necessario.

Ma soprattutto non devi fare niente che non sia scritto nel tuo business plan. Un esempio banale: se nel business plan c’è scritto che il tuo limite di parole tradotte al giorno è 2500, non accettare un lavoro di 10000 parole per dopodomani, anche se pensi di potercela fare, magari passandoci le notti.

Sicuramente quando hai stabilito il tuo limite, contavi anche il tempo da dedicare al riposo, alle faccende di casa, alla famiglia, alla tua vita sociale, che sono insostituibili.

E in bocca al lupo.

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