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in Professioni linguistiche da (130 punti)
(Non so se ho inserito la domanda nell' "argomento" giusto, in caso contrario vi chiedo di segnalarmelo)

Salve, la situazione di paralizzante incertezza in cui attualmente mi trovo mi spinge a porre la domanda di cui sopra, che in realtà necessita di alcuni dettagli della mia vita (universitaria e non) per essere compresa. Ho 26 anni, e ho una laurea in Lingue e Culture (L-11). Ho rinunciato alla mia carriera magistrale in LM-37 poiché la prospettiva di fare il prof. di inglese non mi attirava per nulla. Ho studiato inglese e tedesco, ma la mia conoscenza di quest'ultima lingua è rimasta ad un livello poco più che elementare. Adesso sto considerando l'idea di provare una magistrale focalizzata sulla traduzione - in sostanza, che rientri nella classe di laurea LM-94 - con l'idea di fare il traduttore editoriale. Vorrei capire se una laurea di questo tipo possa effettivamente darmi tutta la preparazione necessaria per padroneggiare gli strumenti della traduzione ( in particolare quelli informatici, per cui non ho ricevuto precedentemente alcuna formazione) e se gli Atenei assistano gli studenti nella transizione dal mondo universitario a quello lavorativo. In poche parole, se l'Università possa essere una "scorciatoia" per entrare nel mondo della traduzione.

Ritengo utile dire che non ho avuto attualmente alcuna esperienza all'estero. E' davvero necessaria?

E' davvero necessario essere persone intraprendenti, con spirito imprenditoriale, sapersi vendere, e avere i giusti agganci, oppure basta avere un'ottima preparazione e e lavorare sodo?

Sarebbero moltissime le domande, ma mi limito a questo. Se questo non è il posto giusto per porre tali quesiti, vi prego di indicarmi un blog, un forum o un qualsiasi altro luogo virtuale dove potrei ricevere risposta alle mie domande. Ringrazio in anticipo chi mi risponderà.
Corso Diventare Traduttori

1 Risposta

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da (14.8k punti)
Se vuoi la risposta brutale e sincera: no.

Ora, lasciami puntualizzare. Di sola traduzione editoriale (= libri) è difficilissimo vivere, soprattutto se sei madrelingua italiano e lavori solo con l'inglese. Non entro nemmeno nell'argomento, ma ti basta leggere le cifre dei libri venduti in Italia per capire il motivo.

Di traduzione tecnica si può vivere più che dignitosamente, ma anche qui i dati non sono incoraggianti. Scarica il PDF con i risultati dei più recenti sondaggi di AITI (e di altre associazioni simili estere) e sorprenditi di fronte alle cifre di fatturato medio (non ti metto i link, ma li trovi facilmente googlando; e se non li trovi, allora decisamente il mestiere del traduttore non fa per te, perché la metà del tempo la dovrai passare cercando).

Stiamo parlando di un mercato inflazionato (mi limito sempre alla combinazione EN > IT), in cui è complicato differenziarsi. Io ci ho scritto un intero libro, per cui ti rimando a quello e alle tante altre domande simili su questo sito, dove abbiamo già affrontato l'argomento.

Comunque sì, "è davvero necessario essere persone intraprendenti, con spirito imprenditoriale, sapersi vendere, e avere i giusti agganci". E no, non "basta avere un'ottima preparazione e lavorare sodo". Tutti hanno un'ottima preparazione e lavorano sodo. Ma questo vale in qualsiasi settore, non solo per il mestiere del traduttore.

So che non è la risposta che volevi sentire, ma di buone intenzioni è lastricato l'inferno.
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