Per un traduttore, è meglio avere un sito o un blog?

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quesito posto 21 Settembre 2017 in Marketing da Sara Bua (7,390 punti)

1 Risposta

+3 voti
risposta inviata 25 Settembre 2017 da marcocevoli (8,280 punti)
modificato 6 Ottobre 2017 da 2i4rj

Questa domanda non ha una risposta univoca. Qualsiasi sito è utile nella misura in cui raggiunge lo scopo per cui è stato creato.

Partendo da questa premessa, se un traduttore decide di aprire un sito per attirare clienti, o meglio, per ricevere richieste di preventivo, il sito avrà successo se effettivamente si riceve un congruo numero di richieste in un intervallo di tempo dato. E anche qui, il successo va misurato in base alle aspettative. Un traduttore potrebbe aver pianificato che sono sufficienti 10 richieste di preventivi al mese, mentre un altro 100. Un sito che ricevesse 50 richieste al mese sarebbe un immenso successo per il primo e un mezzo fallimento per il secondo.

Quindi, per decretare l'efficacia di un sito bisogna necessariamente stabilire dei criteri per valutare quest'efficacia (numero di richieste, numero di visite, condivisioni su altri siti, etc.). Questi criteri dovranno essere allineati con gli obiettivi e le mete che ci si è prefissati.

Detto questo, un modo per attirare contatti e visualizzazioni è - com'è ovvio - la generazione di contenuti. Uno dei modi "classici" di generare contenuti è il blog, che da diario personale si è trasformato in sito-raccolta di articoli tematici, redatti per lo più in prima persona. Avere un blog di successo presuppone tuttavia che si sia in grado (e si abbia il tempo) almeno di:

  • creare contenuti originali di interesse per il pubblico che si vuole raggiungere;
  • aggiornare il blog periodicamente (idealmente una volta a settimana) con nuovi articoli;
  • promuovere i contenuti del blog al di fuori del blog stesso;
  • moderare i commenti e rispondervi tempestivamente.

Chi sa in anticipo che non riuscirà a seguire queste indicazioni di massima dovrebbe astenersi, perché un blog obsoleto, abbandonato o sciatto ottiene l'effetto opposto a quello che si prefigge: allontana i lettori anziché attirarli.

A quel punto sarebbe meglio allora investire in un sito-vetrina che serva quanto meno ad avere una presenza online professionale. Il primo passo in questo senso è la scelta di un nome a dominio pertinente, ad esempio quello corrispondente al proprio nome e cognome (evitando trattini) o altri inerenti alla specializzazione. Un ottimo servizio per la ricerca e l'acquisto di un dominio è Namecheap.

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